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Descrizione

San Biagio, vescovo di Sebaste e martire

Biagio è venerato come vescovo di Sebaste in Armenia e martire, morto secondo la tradizione nelle persecuzioni legate all’imperatore Licinio all’inizio del IV secolo. Le notizie biografiche sicure sono scarse; racconti più tardi lo presentano come medico ed eremita. La tradizione più nota ricorda la sua preghiera per un bambino che soffocava a causa di una lisca. Da qui deriva la benedizione della gola del 3 febbraio, spesso impartita con due candele incrociate. Tradizione e storia documentata vanno distinte.

Un vescovo in trono fra gli animali

L’icona mostra Biagio seduto come vescovo, con l’omoforio segnato da croci, il Vangelo e la mano alzata per benedire. Animali domestici e selvatici si raccolgono intorno al trono. Richiamano i racconti agiografici secondo cui gli animali venivano pacificamente alla sua grotta e ricevevano le sue cure; esprimono anche la creazione raccolta intorno a un santo pastore. Le candele incrociate non compaiono qui, ma restano importanti nella festa.

Realizzata in Polonia su legno di tiglio

L’icona è prodotta su ordinazione in Polonia su una tavola di tiglio con doppia imprimitura. L’immagine viene stampata direttamente sulla superficie preparata e rifinita con foglia metallica decorativa color oro. Sono inclusi un certificato con l’anno di produzione e un gancio per la parete. I dati verificati descrivono un’opera contemporanea senza affermare che ogni pezzo sia dipinto a mano.

Per la preghiera nella malattia e la cura pastorale

È adatta a un angolo di preghiera, cappella, studio medico, clinica veterinaria o parrocchia. Può accompagnare la preghiera della Chiesa per chi soffre di malattie della gola e per chi si prende cura della vita umana o animale. L’uso deve restare responsabile: l’icona e la benedizione di San Biagio sono devozione sacramentale, non sostituiscono le cure mediche e non garantiscono la guarigione.